domenica 30 giugno 2013

Siria: l’Arte di essere sempre dalla parte giusta della storia. Da Aurora.



La crisi siriana sarà sicuramente vista dalle generazioni future come un classico esempio di realtà del tutto falsata, presentata dalla classe politica dominante occidentale e dai media aziendali, che imperscrutabilmente ha comportato il rafforzamento morale e politico della parte avversa, che  disperatamente difende i principi del diritto e della giustizia contro l’inaudita pressione del partito transnazionale della guerra. Nonostante il malcelato scetticismo espresso alla vigilia del vertice di Lough Erne da alcuni leader del G8 verso la posizione russa sulla crisi siriana, i colloqui si sono rivelati una vittoria diplomatica di Putin. Restando fermo sulle sue posizioni sulla Siria, i leader occidentali hanno dovuto accettare l’ovvio: non c’è modo di cacciare il Presidente Assad con mezzi legali. Il vertice del G8 a Lough Erne non è riuscito a fare pressioni politiche su Bashar al-Assad per un suo presunto uso di armi chimiche contro i ribelli, né poteva avere il consenso della Russia per ulteriori azioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a favore dell’opposizione siriana.

Qualcuno vi ha detto dei terribili scontri con la polizia in Sud-Africa contro Obama? Contropiano.org




Scontri in Siìudafrica contro la visita di Obama. Che non ha visto Mandela ormai morente, ma ha "sentito" la rabbia del quartiere-simbolo della lotta all'apartheid contro quello che si è rivelato un semplice "zio Tom". Persino un po' troppo spione...

Scontri tra poliziotti antisommossa e manifestanti che protestavano contro la visita di Barack Obama, a Johannesburg, dove il presidente Usa era atteso a breve per un discorso a Soweto. Secondo alcuni testimoni, la polizia ha lanciato granate stordenti per disperdere la folla.
Il discorso pronunciato nel campu universitario, è stato peraltro una conferma della delusione. I giovani sudafricani, bianchi e neri, riuniti per ascoltarlo al campussi son sentiti avvolgere dalla sapiente retorica del presidente, che ha fatto il solito  alle virtù dell'immaginazione:  "coraggio" e "ottimismo". Sul pratico, ha annunciato un nuovo programma di borse di studio per i giovani africani perché possano studiare amministrazione politica ed economia. In parole povere, un piano di formazione dei futuri dirigenti, in modo da garantirne in qualche misura la "corrispondenza" con gli interessi Usa e del "mercato".
Contemporaneamente, una manifestazione anti-Usa si è svolta anche a Pretoria. Il sit-in si è tenuto a pochi passi dall'ospedale di Pretoria dove è ricoverato il premio Nobel per la pace, 94 anni. I dimostranti protestano contro Obama definendolo "una delusione" e sostenendo che anche Mandela sarebbe della stessa opinione.

sabato 29 giugno 2013

Il suicidio di Rambo. Salvador Capote | alainet.org Traduzione da ciptagarelli.jimdo.com



Negli ultimi 12 anni il suicidio tra i militari statunitensi in attivo ha continuato ad aumentare fortemente, raggiungendo un record di 349 (solo suicidi confermati) nel 2012. Secondo cifre preliminari sembra che raggiungerà un nuovo record nel 2013.

La preoccupazione del governo nordamericano aumenta per il fatto che in ognuno degli ultimi tre anni il numero delle morti per suicidio tra i militari è stato superiore alla cifra di coloro che muoiono in combattimento. Nel 2012 morirono 310 soldati statunitensi in Afganistan e si suicidarono, come detto, 349. Solo il corpo dei Marines ha registrato 48 auto-eliminati nel 2012, un aumento del 50% rispetto al 2011. Ogni 65 minuti in media un veterano delle forze armate statunitensi commette suicidio (circa uno ogni giorno tra coloro che sono in servizio attivo).

Ma si ritiene che la vera cifra sia più alta dato lo stigma associato al suicidio; molte morti, soprattutto quelle prodotte per avvelenamento, super-dosi di stupefacenti e cadute dall'alto vengono classificate come incidenti anche se, certamente, molte di esse sono azioni suicide.

Edward Snowden e altri ‘spifferatori’ degli USA. AURORA




Nel corso della sua vita professionale nel mondo della sicurezza nazionale, Edward Snowden deve aver affrontato numerose interviste d’indagine, esami con la macchina della verità ed estremamente dettagliati controlli personali, così come la compilazione di infiniti moduli accuratamente progettati per catturare ogni tipo di menzogna o incoerenza. Il Washington Post (10 giugno) ha riferito che “alcuni funzionari hanno detto che la CIA ora, senza dubbio, inizierà a rivedere il processo con cui Snowden è stato assunto, cercando di determinare se fossero stati trascurati dei segnali che un giorno avrebbe tradito i segreti nazionali.”
Sì, c’era un segnale che hanno ignorato, Edward Snowden aveva qualcosa dentro di lui, una forma di coscienza, soltanto in attesa di una causa. E’ stato lo stesso per me. Andai a lavorare presso il dipartimento di Stato, allo scopo di diventare un funzionario del servizio esteri, con le migliori, le più patriottiche, intenzioni, facendo del mio meglio per uccidere la bestia della Cospirazione Comunista Internazionale. Ma poi l’orrore quotidiano di ciò che gli Stati Uniti facevano al popolo del Vietnam entrò a casa mia tramite ogni tipo di media, e ciò mi addolorava. La mia coscienza aveva trovato la sua causa, e nulla di ciò che risposi all’intervista di pre-assunzione avrebbe allertato i miei interrogatori del possibile pericolo che ponevo, perché non lo sapevo io stesso. Nessuna domanda dei miei amici e parenti avrebbe suscitato il minimo accenno del radicale attivista contro la guerra che sarei diventato. I miei amici e parenti dovevano essere sorpresi quanto lo ero io di esserlo. Non c’era alcun modo per l’ufficio di sicurezza del dipartimento di Stato di sapere che non avrei adottato e celato un tale segreto. (1)

venerdì 28 giugno 2013

Caso Snowden, Ecuador rinuncia ad accordi commerciali con gli Usa

 
 
QUITO - L'Ecuador ha annunciato che intende rinunciare agli accordi commerciali con gli Stati Uniti, poiché questi potrebbero essere utilizzati come strumento di "ricatto" nel caso in cui Quito concedesse asilo politico a Edward Snowden, la talpa che ha rivelato al mondo programmi di sorveglianza dell'intelligence americana.
"L'Ecuador non accetta pressioni o minacce da nessuno, non baratta o sottomette i suoi principi a interessi mercantili, qualunque sia la loro importanza", ha detto il portavoce del governo di Quito, Fernando Alvarado. Secondo le stime di Bloomberg, rinunciando al rinnovo degli accordi commerciali, l'Ecuador rischia di perdere almeno 40.000 posti di lavoro. Le dichiarazioni di Alvarado sono arrivate in risposta a quelle del senatore democratico del New Jersey Robert Menendez, presidente della Commissione Esteri del Senato, che aveva affermato: "Il nostro governo non premia i paesi che si comportano male". Se Snowden dovesse ottenere asilo in Ecuador, ha aggiunto Menendez, "mi impegnerò per prevenire il rinnovo dell'importazione senza tasse dei beni", riferendosi al programma Generalized System of Preferences, che garantisce a un certo numero di Paesi la possibilità di esportare prodotti negli Stati Uniti senza costi. "Le preferenze sono un privilegio che viene concesso a certe nazioni, non un diritto", ha detto Menendez.