Credo che nel gioco degli scacchi si chiami ” gambitto” che somiglia tanto a “sgambetto”.
L’Agenzia Russa Interfax ha annunziato l’arrivo nel porto siriano di Tartous di un ” Tanker” ( petroliera) , la ” Iman”, con a bordo una ” squadra antiterrorismo” di dimensioni non meglio specificate.
La reazione americana e’ stata di cautela e sorpresa, se é vero come é vero, che alla domanda di un commento alla notizia fatta della ABC news su questo tema, la risposta ( ” una bomba”) é stata attribuita a una fonte non meglio specificata delle Nazioni Unite.
Lo riporta il New York Times.
Non é credibile che una domanda simile sia stata posta a un anonimo dell’ONU e non al Dipartimento di Stato o al Pentagono o alla casa Bianca oppure al comandante della sesta flotta USA.
“Sorpresa,” ” sconcerto” ed altri termini consimili , sono sintomi di incapacità previsionale e pressappochismo avventurista, analisi compiacenti ed errori sul terreno che hanno ottenuto come solo risultato quello di far sbarcare truppe russe nel mediterraneo, per la prima volta nella storia.
La sorpresa tattica é stata realizzata facendo viaggiare i militari su una petroliera.
Gli accordi internazionali sugli stretti dei Dardanelli non sono stati violati, in quanto vietano il transito non autorizzato di navi da guerra, ma non di specialisti antiterrorismo su una petroliera.
Il controllo esercitato, anche con strumentazione fotografica ultramoderna dalle sedi diplomatiche occidentali prospicienti il braccio di mare, é stato evidentemente aggirato con abilità.
La dottrina russa in materia di antiterrorismo é semplicissima: i terroristi si ammazzano, non si tratta in nessun caso e, qualora ci sia il coinvolgimento di ostaggi, fiori per il loro funerale.
Il pretesto giuridico internazionale per questo intervento é certamente fondato sulla cattura, nella zona degli scontri ( Homs), di ben tredici ufficiali francesi in cerca di medaglie, spediti da un presidente in cerca di rielezione.
Quando un conflitto si “internazionalizza”, da ambo i lati, é un sintomo di pericolosa aggressività latente tra le grandi potenze.
Gli ” specialisti antiterrorismo” russi, appartengono alla Marina militare, si chiamano SPETNATZ ed hanno alle spalle le esperienze Afgana e Cecena.
La reazione americana, passato lo stupore, inizierà probabilmente con una richiesta di spiegazioni al ministro degli esteri russo Lavrov , che aveva lasciato intendere più volte che il sostegno della Russia alla Siria si sarebbe fermato sulla soglia dell’intervento.
La risposta assumerà a sua volta un significato importante per lo sviluppo della situazione internazionale.
Risposta A: era un impegno elettorale come tanti vostri.
Risposta B: ordini del nuovo presidente.
Risposta C : a fronte degli attentati dinamitardi a Damasco , realizzati probabilmente da ex falangisti libanesi reclutati in Europa , é diventato necessario un nostro intervento in base ad accordi antiterrorismo stipulati anche con voi.
Nei casi A e B ci sarà un irrigidimento nei rapporti con la Russia e un progressivo calo degli aiuti ai ribelli integralisti siriani. Nel caso C, i diplomatici USA saranno costretti ad ammettere che adesso anche i russi hanno senso dell’umorismo e che Sarkozy, l’apprendista stregone, ne ha fatta un’altra delle sue.
Per il governo degli Stati Uniti si apre a questo punto un dilemma: rinunziare gradualmente all’azione aggressiva , molto avanzata, verso il regime di Assad, perdendo per l’ennesima volta la faccia nel mondo arabo, oppure, assumere un atteggiamento ” alla Kennedy” che potrebbe andare fino a prendere misure di semi-blocco nei confronti anche dei russi – ad esempio chiedendo ai turchi una accentuata sorveglianza ( fino alle ispezioni navali ?) degli stretti- che porterebbe Il premio Nobel per la pace Obama verso la sua quarta guerra in quattro anni.
Roba da Guiness dei primati.
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